Class action azioni della Cassa di Risparmio vendute nel 2012: ultima chiamata!

Coloro che hanno acquistato azioni nel 2012 devono affrettarsi

Come si ricorderà, nel corso dello scorso mese di luglio il CTCU, nel corso di una conferenza stampa, aveva annunciato la volontà di avviare una class action contro la Cassa di Risparmio di Bolzano, in relazione al collocamento di azioni in occasione dell'avvenuto aumento di capitale del 2012. Nel precedente comunicato stampa del 14 luglio scorso il CTCU comunicava di aver fatto esaminare il “prospetto informativo” relativo a detta operazione di aumento di capitale del 2012, tramite il quale erano state vendute le azioni ai risparmiatori, ad un analista indipendente e all’Avv. Prof. Massimo Cerniglia. A seguito di tale verifica sarebbero stati riscontrati gravissimi inadempimenti e irregolarità compiute dalla Cassa di Risparmio all’epoca del collocamento (si rimanda alla lettura del comunicato stampa del 14.07.2017 per ogni dettaglio).

Il CTCU potrà dar corso all'azione di classe solo e solamente nel caso si possa raggiungere un numero consistente, massiccio di adesioni (quasi un migliaio). È per tale motivo che l'Associazione invita nuovamente tutti i risparmiatori interessati a farsi vivi, inviando entro e non oltre il termine ultimativo del 15 novembre 2017 - alla Cassa una lettera interruttiva della prescrizione e di richiesta di risarcimento, secondo il modello messo a disposizione sul sito del CTCU.

I numeri dei potenziali interessati ci dicono che potrebbero essere alcune migliaia gli azionisti che avevano acquistato azioni della Banca, in occasione dell’aumento di capitale dell’ottobre/dicembre 2012: la Cassa di Risparmio di Bolzano aveva, infatti, collocato all'epoca a 5.020 vecchi azionisti e a 5.916 nuovi azionisti, azioni proprie per un controvalore di quasi 100 milioni di Euro!

Il prezzo di vendita era stato fissato allora a € 210,00 per azione e a distanza di soli quattro anni dal collocamento il valore dell'azione è, oggi, inferiore del 50% circa rispetto a quel valore. Precisamente il valore di riferimento dell'azione come ufficialmente comunicato dalla Cassa è, infatti, attualmente di euro 12,50 per azione – considerando il nuovo rapporto di 10 nuove azioni ogni 1 vecchia fissato nell'aprile del 2015 - con un prezzo minimo di contrattazione di 10,00 euro ed un prezzo massimo di 20,00 euro; per quel che è dato sapere ci sono scambi anche a 10 euro per azione.

Da considerare che appena chiuso il collocamento, con delibera del Consiglio d'Amministrazione dell'Istituto, in data 21 dicembre 2012 era stato anche modificato il sistema di negoziazione delle azioni, con l’introduzione di limiti alla vendita delle azioni (quantitativo massimo di 500 nuove azioni per un unico ordine di vendita). Ciò la dice lunga sulla condotta tenuta dalla Cassa nella circostanza: in altre parole, “entrati i buoi (cioè i risparmiatori) nella stalla”, si era impedito praticamente loro di uscire in quanto i cancelli erano stati, di fatto, chiusi.

Ciò ha comportato che le azioni non solo valgano oggi, come detto, circa il 50% in meno rispetto al giorno del loro acquisto, ma siano difficilmente liquidabili e comunque al prezzo di una pesante minusvalenza (perdita), con evidenti gravi disagi per i possessori e limitazioni alla loro libera determinazione.

like-512_0.png

like-512_0.png

Top