Estinzione anticipata del credito al consumo

Il Centro Tutela Consumatori Utenti ottiene un’importante sentenza:
è dovuto il rimborso parziale di tutte le tipologie di costi

 

Nel 2022 un consumatore si era rivolto al Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU), dopo aver estinto anticipatamente un credito al consumo stipulato con la società Fides SpA (Gruppo Banca Desio) e aver riscontrato irregolarità nel conteggio finale. A seguito di un’attenta verifica è emerso rapidamente che la finanziaria aveva effettuato un calcolo errato: nel cosiddetto “conteggio di estinzione” non erano state, infatti, considerate né la commissione di intermediazione né i cosiddetti “costi di attivazione”. Tali voci ammontavano complessivamente a 4.550 euro e, in virtù dell’estinzione anticipata, avrebbero dovuto essere rimborsate pro quota.

Il caso si fonda sulla cosiddetta sentenza Lexitor della Corte di Giustizia dell'Unione Europea (causa C-383/18 dell’11 settembre 2019). Questa importante pronuncia aveva chiarito che, in caso di rimborso anticipato di un credito, il consumatore ha sempre diritto alla restituzione proporzionale di tutti i costi del credito, e non soltanto degli interessi maturati. Applicando tale principio al caso concreto, al consumatore sarebbe quindi spettato un ulteriore rimborso pari a 2.730,00 euro.

Nonostante l’intervento del CTCU, la società finanziaria aveva rifiutato di procedere al rimborso. Era stato quindi presentato ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), che lo aveva accolto, ma la società era stata condannata al pagamento di poche centinaia di euro.

La decisione dell’ABF era stata fortemente influenzata da un decreto-legge italiano volto a limitare gli effetti della sentenza Lexitor. Tuttavia, anche in casi come questi trova applicazione il principio del primato del diritto dell’Unione Europea: le decisioni della Corte di Giustizia dell’Unione Europea sono infatti vincolanti per gli Stati membri e prevalgono sul diritto nazionale.

Tale circostanza è stata espressamente segnalata all’Organismo di risoluzione delle controversie bancarie, ma non è stata presa in considerazione. Poco dopo la decisione dell’ABF, la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la norma nazionale in questione. Inoltre, con un suo comunicato stampa del 22 dicembre 2022, la Corte di Cassazione aveva ribadito che il consumatore ha sempre diritto alla riduzione del costo totale del credito in caso di estinzione anticipata.

Alla luce di ciò, né il consumatore né il CTCU avevano quindi potuto accettare la decisione dell’ABF.

Con una sentenza del 15 febbraio 2026 e grazie all’assistenza legale degli avvocati Wolfgang Burchia e Patrick Raffl, il Giudice di pace di Bolzano, dott.ssa Costanza Maria Giatti, ha infine accolto integralmente le richieste del consumatore. La società finanziaria è stata condannata alla restituzione degli importi dovuti nonché al pagamento integrale delle spese di giudizio. La sentenza può essere appellata.

“Questa sentenza rafforza ancora una volta i diritti delle consumatrici e dei consumatori e chiarisce in modo inequivocabile che, in caso di estinzione anticipata, devono essere rimborsati tutti i costi del credito in misura proporzionale”, dichiara Gunde Bauhofer, direttrice del Centro Tutela Consumatori Utenti.

 

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