Prescrizione non interrotta:

società di recupero crediti rinuncia a proseguire l’azione dopo l’intervento del CTCU

 

Le società di recupero crediti acquistano spesso da banche e società finanziarie pacchetti di cosiddetti crediti deteriorati, generalmente pagando solo una frazione del loro valore nominale. Successivamente cercano di recuperare dagli interessati gli importi ancora dovuti.

In un caso recente, un consumatore ha ricevuto una lettera da una società di recupero crediti con la richiesta di versare, entro 15 giorni, circa 1.600 euro. Secondo la società, la somma derivava da un prestito che non sarebbe stato integralmente rimborsato. Il consumatore si è detto del tutto sorpreso: il suo ultimo prestito, infatti, risaliva a oltre 15 anni prima ed era convinto di averlo estinto. Per questo motivo si è rivolto al Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU).

Il consumatore ha inoltre riferito di non aver ricevuto, negli oltre dieci anni precedenti, né solleciti di pagamento né altre richieste relative al credito in questione. Il CTCU ha quindi chiesto alla società di recupero crediti di fornire la documentazione attestante l’effettiva interruzione del termine decennale di prescrizione. Sebbene la società avrebbe potuto far valere il proprio credito anche in sede giudiziaria, qualora il consumatore avesse eccepito la prescrizione, con ogni probabilità il giudice avrebbe dichiarato il credito prescritto e quindi non più esigibile.

Dopo due interventi del Centro Tutela Consumatori Utenti, la società di recupero crediti ha infine comunicato che non avrebbe dato ulteriore seguito alla pratica.

Il CTCU raccomanda ai consumatori che ricevono richieste di pagamento riferite a crediti risalenti nel tempo di chiedere sempre la documentazione completa. In particolare, è importante verificare sia i documenti che comprovano l’esistenza del credito, sia quelli che dimostrano l’eventuale interruzione del termine di prescrizione.

 

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