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Bollettino d'informazione del Centro Tutela Consumatori Utenti - supplemento al n. 01/08
La versione integrale cartacea del Pronto Consumatore viene recapitata gratuitamente via posta ai soci del CTCU oppure è disponibile in formato PDF. Le seguenti news sono un estratto.
Attenzione, Fake-Shop
Una presunta gioielleria di Bolzano pubblicizza online sconti incredibili
Di recente, molti consumatori ci hanno segnalato di essersi imbattuti sul web in una gioielleria con “Bozen” nel suo indirizzo internet. A quanto pare, a causa della chiusura del negozio, venderebbero gioielli a prezzi incredibilmente bassi.
Il problema: sul sito mancano tutte le informazioni previste dalla legge o anche solo per motivi commerciali; nessun indirizzo del negozio, nessun numero di partita IVA, nessun numero di Registro Imprese, nessun indirizzo PEC.
Il sito web è stato registrato solo all'inizio di gennaio e la sede di registrazione indicata online è Reykjavík (Islanda): cosa un po' strana per un negozio di Bolzano che dichiara di voler cessare la propria attività.
Chi abbia già effettuato un acquisto da questo fornitore può provare a richiedere un cosiddetto “charge back” tramite la propria carta di credito per ottenere il rimborso di quanto pagato.
Poste Italiane: SPID a pagamento dal 2026
30 giorni di tempo dalla ricezione della comunicazione per il pagamento o per il recesso senza oneri
La decisione di Poste Italiane di rendere a pagamento il servizio SPID “PosteID” (6 euro all’anno) è entrata in vigore il 1° gennaio 2026 e prevede quanto segue:
- primo anno: gratuito per tutti.
- dal secondo anno (rinnovo): 6 euro all’anno (IVA inclusa).
Sono esentati dal pagamento i cittadini con più di 75 anni, le persone residenti all’estero e i minorenni.
Gli utenti il cui SPID è attivo da oltre un anno stanno ricevendo o riceveranno una comunicazione da parte di Poste Italiane, con la quale viene richiesto il pagamento dei 6 euro entro 30 giorni dalla scadenza dell’annualità; per chi non volesse pagare, viene comunicato che è possibile recedere dal servizio, senza oneri.
Come esercitare il recesso senza oneri:
- ci si deve collegare al sito https://posteid.poste.it/
- poi scorrere fino in fondo alla pagina e, nella sezione “Help & Assistenza”, cliccare su “Richiedi Assistenza”.
- Il modulo di recesso è disponibile alla voce “Modulo di richiesta di revoca dell’Identità Digitale di clienti maggiorenni o minorenni con almeno quattordici anni”.
- Il modulo compilato deve essere inviato, insieme a una copia o foto del documento di identità e della tessera sanitaria (per il codice fiscale), tramite e-mail all’indirizzo revoca.posteid@posteitaliane.it, oppure PEC all’indirizzo revoca.posteid@pec.posteitaliane.it. (Sono ammessi i seguenti formati: *.pdf, *.pdf/a, *.tiff, *.jpg, *.odf, *.txt, *.p7m.)
- L’utente riceve un SMS con la conferma della presa in carico della richiesta di revoca.
- Entro 5 giorni dall’invio dell’SMS, le credenziali vengono revocate definitivamente.
- Al termine della procedura, l’utente riceve al suo indirizzo e-mail una conferma dell’avvenuta revoca dell’identità digitale da parte di Poste Italiane.
Le alternative allo SPID di Poste
In totale esistono attualmente 12 fornitori di identità digitale accreditati da AgID (l’Autoritá che vigila sull’Identità Digitale). Di questi, sette (Intesi Group, ID InfoCamere, TIM ID, Sielte ID, Namirial, Lepida e EtnaID) offrono attualmente il servizio SPID gratuitamente.
L’accesso all’identità digitale è possibile anche tramite la Carta d’Identità Elettronica (attraverso l’app CieID).
Importante: a partire dal 3 agosto 2026 la carta d’identità cartacea perderà la propria validità, indipendentemente dalla data di scadenza indicata sulla carta. Da tale data, tutti i cittadini dovranno essere in possesso di una carta d’identità elettronica.
“Insieme più forti”
I primi 30 anni del Centro Tutela Consumatori Utenti
Il 25 novembre 2025, il Cento Tutela Consumatori Utenti ha festeggiato i 30 anni dalla sua fondazione, in occasione di un incontro tenutosi a Castel Mareccio.
Il Presidente dell’Associazione, Pepi Trebo, ha ringraziato tutti coloro che, in questi 30 anni di attività, hanno accompagnato e sostenuto, non solo economicamente, il CTCU e „con i quali ci siamo confrontati, che hanno condiviso con noi le istanze dei cittadini, e anche coloro con i quali, a volte – nell'adempimento dei nostri compiti istituzionali – non siamo stati del tutto d'accordo“.
La festa è stata anche l’occasione per presentare la “prima” di un cortometraggio che ha ripercorso questi primi 30 anni di vita del CTCU. Il film è disponibile al seguente link: https://youtu.be/Bio0roOZ_IA.
Come riportato anche nel cortometraggio, in questi 30 anni il CTCU ha saputo gestire oltre un milione di richieste da parte dei consumatori, riuscendo a recuperare a loro favore ben oltre 27 milioni di euro complessivi! Un risultato straordinario.
Un altro momento clou della festa è stato quello dei ringraziamenti da parte del Direttivo del Centro ai suoi dipendenti di lunga data, che hanno accompagnato il CTCU fin dai suoi esordi e comunque per gran parte del suo percorso, fino ad oggi.
Nel corso della cerimonia, il CTCU ha organizzato anche una raccolta fondi a favore della “Südtiroler Vinzenzgemeinschaft”: l’importo raccolto è stato “raddoppiato” con una contribuzione aggiuntiva del CTCU: in totale sono stati donati 1.020 Euro. Un sentito ringraziamento va agli ospiti, che generosamente hanno contribuito a donare questa somma.
“È difficile prevedere quali nuove sfide e temi ci attenderanno in futuro. Una cosa è comunque certa: che al termine di ogni giornata siamo tutti consumatori e consumatrici e come tali, siamo contenti di non sentirci soli in questo percorso”, conclude così Gunde Bauhofer, Direttrice del CTCU.
Molto più di una semplice insalata di cavolo: ecco come preparare cavolo verza, cavolo rosso e cavolo bianco
Sebbene il cavolo sia spesso associato a preparazioni tradizionali come i canederli con insalata di cavolo cappuccio o i piatti di selvaggina accompagnati da cavolo rosso, varietà come cavolo bianco, cavolo rosso e verza si prestano a un utilizzo molto versatile in cucina. Ecco alcuni esempi:
- insalata di cavolo: con un coltello o una mandolina tagliate il cavolo bianco o rosso a strisce sottili e mescolate poi il tutto in una ciotola con del sale. Lavorate il cavolo con le mani per qualche minuto per renderlo più morbido e succoso. Infine, aggiungete aceto di mele o di vino, olio, cumino e pepe e lasciate riposare l’insalata in frigorifero prima di servirla;
- crauti: è una tecnica di lavorazione tradizionale che serve a garantire l’apporto di vitamina C durante la stagione fredda (ulteriori informazioni al link https://www.consumer.bz.it/it/come-si-possono-fermentare-le-verdure-casa);
- pesto di cavolo rosso: tagliate le foglie di cavolo rosso crude e frullatele con un po’ di olio d’oliva, aglio, noci tostate, parmigiano e sale;
- cavolo al forno: tagliate il cavolo a fette spesse quanto un dito, marinate il tutto con olio d’oliva, aceto balsamico e spezie e procedete con la in forno;
- involtini di cavolo: sbollentate le foglie in acqua, farcite infine con un ripieno di verdure, funghi, cereali o carne macinata;
- zuppe e stufati di cavolo: nella stagione fredda sono particolarmente apprezzate per scaldare lo stomaco.
Consiglio: per preservare il bel colore del cavolo rosso durante la cottura aiuta l’aggiunta di succo di limone, vino o una mela acidula.
XXIII° Sessione Programmatica CNCU – Regioni 2025
Intelligenza artificiale: etica, opportunità e rischi
A fine 2025 si è tenuta a Ravenna la 23esima edizione della Sessione programmatica del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (CNCU)-Regioni 2025. L’evento è stato dedicato al tema dell’ “Intelligenza artificiale: etica, opportunità e rischi”. Nel documento finale sono state elaborate alcune linee guida per una “Carta dei diritti algoretici”.
L’iniziativa ha facilitato un dibattito costruttivo tra le Associazioni dei consumatori intervenute (tra cui anche il CTCU), le istituzioni e gli esperti digitali sulle prospettive dell’intelligenza artificiale in Italia. Il confronto si è concentrato in particolare sull’attuazione della legge n. 132/2025 sull’intelligenza artificiale (https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2025;132), la proposta di una “Carta dei diritti algoretici” e la definizione di un modello di governance pubblica capace di garantire etica, sicurezza e trasparenza nei nuovi sistemi di AI.
Maggiori informazioni sono reperibili al link: https://www.consumer.bz.it/it/xxiiideg-sessione-programmatica-cncu-regioni-2025.
I lati oscuri dell’allevamento del salmone
Nell’autunno del 2025, l’Organizzazione tedesca per la tutela dei consumatori “foodwatch” ha condotto un’indagine sotto copertura negli allevamenti di salmone scozzesi. I rapporti derivanti da tale indagine mettono in luce i lati oscuri dell’allevamento del salmone. Dall’indagine è emerso che un numero compreso tra i 50.000 e i 100.000 salmoni deve dividersi lo spazio all’interno di una delle grandi gabbie circolari sistemate nelle acque pubbliche non lontano dalla costa. Un allevamento di tale intensità in acquacoltura provoca problemi analoghi a quelli degli allevamenti di massa sulla terraferma. Grandi quantità di escrementi e resti di mangime si depositano sul fondale marino, causando eutrofizzazione, riduzione dell’ossigeno e morte di altri organismi marini. Ma il problema più grave è costituito dall’infestazione da pidocchi del salmone. Questi parassiti si attaccano ai pesci, provocandogli delle dolorose lesioni alla pelle che rendono i salmoni vulnerabili a batteri e infezioni. Secondo statistiche e indagini, in Scozia circa un terzo dei salmoni allevati muore prematuramente durante la produzione. Per contenere l’infestazione, gli allevatori ricorrono a farmaci (come antibiotici ecc.) e insetticidi.
L’acquisto di salmone selvatico non rappresenta una vera alternativa, dato che le acque sono già fortemente sfruttate e in parte sovrapescate, oltre ad essere minacciate dalla vicinanza delle acquacolture e da parassiti e malattie che vi si diffondono.
Nuova truffa su WhatsApp: cos’è il GhostPairing e come difendersi
I ricercatori della società di sicurezza informatica Gen Digital hanno individuato una tecnica di ingegneria sociale, denominata “GhostPairing”, che consente ai truffatori di spiare gli account di WhatsApp senza violare la crittografia della piattaforma.
La truffa sfrutta una funzione legittima di WhatsApp, quella dei “Dispositivi collegati”. La vittima viene indotta ad autorizzare un nuovo dispositivo, che in realtà appartiene al criminale informatico e che da quel momento potrà leggere messaggi, ascoltare note vocali, scaricare foto e video e persino inviare messaggi fingendosi il titolare dell’account.
Il raggiro inizia quasi sempre con un messaggio ricevuto da uno dei nostri contatti presenti in rubrica, e quindi considerato affidabile. Frasi come “Ho trovato una tua foto” accompagnate da un link spingono l’utente a cliccarci sopra. Il collegamento rimanda poi a un sito, che imita graficamente Facebook, e chiede una presunta “verifica di identità” per visualizzare il contenuto. In realtà, la procedura serve ad avviare l’associazione di un nuovo dispositivo WhatsApp tramite un codice numerico che la vittima inserisce convinta di completare un controllo di sicurezza.
Per proteggersi, i consumatori devono diffidare di qualsiasi sito esterno che chieda di inserire codici WhatsApp o di collegare dispositivi. È inoltre consigliabile attivare la verifica in due passaggi, che limita i danni in caso di accesso non autorizzato.
Infine, è buona prassi controllare periodicamente la sezione “Impostazioni > Dispositivi collegati” di WhatsApp ed eliminare immediatamente eventuali dispositivi sospetti.
La trappola pubblicitaria del “junk food”
Con la parola “junk food” (dall’inglese junk = spazzatura e food = cibo) ci si riferisce ad alimenti prodotti industrialmente e altamente trasformati, con un elevato contenuto di energia, zuccheri, grassi e sale. Da alcuni anni si sospetta che gli alimenti altamente trasformati favoriscano l’insorgenza di obesità, di diabete di tipo 2, di malattie cardiovascolari e del cancro, influenzino negativamente la flora intestinale, il cervello e la psiche e possano persino creare dipendenza.
I primi obiettivi dei produttori di “cibo spazzatura” sono i bambini. Secondo un’indagine condotta da “foodwatch” nel settembre 2025, le aziende alimentari investirebbero infatti sempre più su videogiochi (come ad esempio Minecraft e Fortnite), e su piattaforme di gioco online (come Roblox), inserendo spot pubblicitari nei giochi (le cosiddette “in‑game ad”), sviluppando mondi di gioco interattivi propri oppure collaborando con streamer famosi che, durante le loro dirette, pubblicizzano patatine, energy drink o dolciumi.
Con la sponsorizzazione nel mondo dello sport, le aziende alimentari perseguono un’ulteriore strategia discutibile: grazie al legame con grandi eventi sportivi e con atleti di alto livello, presentano i loro prodotti come simboli di sportività, salute e successo”. La compagnia Coca Cola sostiene, ad esempio, ogni edizione dei Giochi Olimpici dal 1928, compresi i Giochi Olimpici Invernali 2026 di Milano Cortina, in qualità di “partner olimpico e paralimpico mondiale”.