Semi di psillio: effetti e benefici per l’intestino

Alle persone che soffrono di problemi digestivi viene spesso consigliato di provare almeno una volta i semi di psillio (che in tedesco, per inciso, si chiamano Flohsamen, lett. "semi delle pulci", per la loro somiglianza a questi minuscoli insetti). Si tratta dei semi appartenenti a diverse varietà di piantaggine; quelli disponibili in commercio provengono prevalentemente dalla specie Plantago ovata, che viene coltivata in India e in Pakistan.

Occorre distinguere tra semi di psillio interi e cuticole di psillio macinate. Queste ultime sono particolarmente ricche di fibre solubili1. “Nell’intestino, le cuticole di psillio, grazie alla loro straordinaria capacità di assorbimento, possono trattenere liquido per un volume pari a 40-50 volte il loro peso”, spiega Silke Raffeiner, nutrizionista presso il Centro Tutela Consumatori Utenti. “In questo modo aumentano il volume delle feci e stimolano la motilità intestinale, cosa che risulta di aiuto in caso di stitichezza”. Le mucillagini contenute nei semi formano inoltre una sorta di pellicola protettiva sulla mucosa intestinale. In caso di diarrea, invece, le cuticole aiutano a compattare le feci e a regolarizzare il transito intestinale.

I semi di psillio interi rappresentano una “dura” sfida per il sistema digerente umano e attraversano spesso l’intestino senza essere digeriti. In tal senso, le cuticole macinate risultano più efficaci. La raccomandazione generale è di mescolare una volta al giorno, preferibilmente nella prima metà della giornata, un cucchiaino di bucce di psillio macinate in 200 millilitri d’acqua e bere rapidamente la miscela, prima che diventi troppo densa. Subito dopo, è consigliabile bere un altro bicchiere d’acqua. Nell’arco della giornata si dovrebbero, poi, assumere complessivamente almeno due litri di liquidi. Chi tollera bene questa dose iniziale può aumentare la quantità fino a due cucchiaini al giorno; tuttavia, le persone che in precedenza hanno consumato pochi alimenti ricchi di fibre potrebbero manifestare gonfiore: in questi casi è opportuno abituare gradualmente l’apparato digerente alle fibre. Coloro che presentano restringimenti intestinali e assumono cuticole di psillio senza bere a sufficienza potrebbero rischiare un’occlusione intestinale. Inoltre, si dovrebbe mantenere un adeguato intervallo di tempo rispetto all’assunzione di eventuali farmaci e non bere la bevanda a base di semi di psillio da sdraiati.

Le fibre contenute nei semi di psillio hanno inoltre un effetto positivo sulla glicemia, sul metabolismo dei grassi (compreso il colesterolo) e sul senso di sazietà. Nutrono inoltre i batteri intestinali benefici per la salute, contribuendo così a un microbiota intestinale sano. Nell’utilizzo per i prodotti da forno, i semi di psillio rendono l’impasto più elastico e umido e mantengono quindi pane e dolci freschi più a lungo.

Le autrici e gli autori di blog dedicati alle erbe invitano a raccogliere, in estate e a fine estate, i semi di piantaggine maggiore e piantaggine lanceolata locali, anziché acquistare quelli di psillio indiani. Con l’aiuto di un setaccio è possibile separare i minuscoli semi dalla pula per poi farli essiccare ed eventualmente macinarli. Va però tenuto presente che i semi di piantaggine maggiore e lanceolata hanno una minore capacità di assorbimento rispetto ai semi di psillio indiani.

 


1  Vedi anche: https://www.consumer.bz.it/it/fibre-alimentari-perche-sono-importanti-nellalimentazione

 

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