Slitta al 2026 l’entrata in vigore della legge
che prevede l’obbligo di indicazione sulla confezione
Il CTCU: come riconoscere le confezioni “gonfiate”
“Shrinkflation” è un termine inglese che unisce le parole shrink “restringere” e inflation “inflazione”, riferito alle confezioni “gonfiate”. Il trucco è semplice: la confezione rimane la stessa, ma il contenuto diminiusce. Trattasi quindi di un aumento di prezzo nascosto, che viene scoperto solo da occhi attenti. Il fenomeno riguarda prodotti di ogni tipo: dagli alimentari, ai cosmetici fino ai prodotti per la pulizia della casa e molti altri prodotti ancora.
Confezioni “gonfiate”: un esempio
Nel 2025, l'organizzazione per la tutela dei consumatori Foodwatch ha assegnato per la quattordicesima volta il premio "Goldener Windbeutel" per la “menzogna pubblicitaria più sfrontata” dell'anno. Il poco ambito riconoscimento è andato al cioccolato Milka Alpenmilch del gruppo alimentare statunitense Mondelez (ex Kraft Foods). In Germania, Mondelez ha difatti aumentato il prezzo di vendita da 1,49 a 1,99 euro e poco dopo ha ridotto anche il contenuto da 100 a 90 grammi – mantenendo però lo stesso formato della confezione. In termini di prezzo al chilo, ciò equivale a un aumento occulto del prezzo pari al 48%. Meno prodotto, prezzo più alto: così Mondelez si è aggiudicata il Goldener Windbeutel 2025 con il 34% dei 58.159 voti.
Tutela dei consumatori
Molte associazioni di tutela consumatori accoglierebbero favorevolmente l’eventuale decisione di classificare questa strategia di vendita come “pratica commerciale scorretta” e quindi perseguibile d'ufficio. Purtroppo al momento non è così. Il problema è che né l'aumento dei prezzi né la riduzione del contenuto vengono immediatamente percepiti dai consumatori, ponendo quindi un ostacolo ad una decisione di acquisto consapevole. Anche la problematica ambientale è un aspetto importante: attraverso la produzione e lo smaltimento dei materiali di imballaggio pressoché vuoti o superflui si provoca automaticamente anche più inquinamento ambientale.
Situazione giuridica attuale
Il legislatore italiano si era attivato per contrastare tale fenomeno, introducendo una nuova legge che obbliga i produttori ad indicare la riduzione della quantità di prodotto sulla confezione. Tale normativa sarebbe dovuta entrare in vigore già nell'aprile di quest’anno, per essere poi rinviata al 1° ottobre, sempre di quest’anno, e ora pare che verrà ulteriormente rinviata a luglio 2026.
La Commissione Europea aveva espresso dubbi riguardo al tale norma, poiché potrebbe limitare la libera circolazione delle merci, e ha anche criticato i tempi di attuazione della norma.
Pertanto, fino a quando non entrerà in vigore l’obbligo di indicazione sulle confezioni delle riduzioni di contenuto dei prodotti (o fino al totale divieto di utilizzare confezioni sovradimensionate) i consumatori dovranno pertanto prestare particolare attenzione.
Ecco alcuni consigli su come evitare di acquistare confezioni truffaldine:
• etichettature come “nuova ricetta” o “adesso di qualità migliore” possono essere indice di una riduzione della quantità del contenuto;
• il livello di riempimento degli imballaggi flessibili in plastica può essere percepito al tatto;
• il livello di riempimento degli imballaggi semitrasparenti può essere verificato osservando la confezione controluce;
• scuotendo la confezione si può valutare lo spazio vuoto mediante l’udito;
• capovolgendo gli imballaggi con finestra di visualizzazione si può verificare la quantità di spazio vuoto all’interno;
• è sempre opportuno controllare la quantità di riempimento riportata in etichetta, confrontando il prezzo base (per chilogrammo o per litro) di prodotti simili.