Caldaia obsoleta, "numero 1" tra gli apparecchi energivori

Quando i costi del riscaldamento salgono implacabilmente, bisogna provare a ridurre i consumi. Oltre alle misure di risparmio energetico più immediate, è necessario verificare l'efficienza della caldaia. Anche se l'impianto in uso da 20 o più anni sembra ancora "buono", consuma sicuramente un 25 per cento in più di una nuova caldaia. Ne consegue che sostituendolo si potrebbe già risparmiare un po' di energia e quindi di denaro. Effettuare continue riparazioni o limitarsi a montare un bruciatore nuovo sono soluzioni poco economiche in una prospettiva di lungo periodo. Una caldaia vecchia è e rimane un apparecchio energivoro!
 

Vantaggi della nuova caldaia

Le caldaie di nuova fabbricazione sono molto più efficienti, vale a dire che trasformano in calore una quota maggiore dell'energia impiegata. Inoltre sono ben coibentate e quindi disperdono meno calore nel locale che le ospita. I vecchi apparecchi sono spesso sovradimensionati e già per questo consumano più energia del necessario. Si aggiunga che molti edifici esistenti sono stati sottoposti a lavori per migliorarne il bilancio energetico (applicazione di doppi vetri alle finestre, isolamento termico delle pareti esterne e via dicendo), rendendo così eccessive le prestazioni della caldaia installata in origine.

Le dimensioni della caldaia dipendono dai consumi energetici effettivi dell'edificio, misurati in kilowatt (kW) e determinati a loro volta dalla qualità dell'isolamento di pareti esterne, tetto, solaio della cantina non riscaldata e serramenti, come pure dalla forma dell'edificio e dalle condizioni climatiche del luogo in cui sorge. Se l'artigiano dal quale intendete acquistare la nuova caldaia non vi chiede questi dati, è probabile che si accontenterà di stimare approssimativamente la potenza termica necessaria, vendendovi infine un apparecchio troppo grande, che consumerà più del dovuto.
 

Caldaie a confronto

Prima di scegliere la nuova caldaia è importante anche considerare se non sia più opportuno, confortevole ed economico passare a un diverso tipo di combustibile. Per orientarsi nella scelta si può analizzare il "Termometro dei costi del calore", un grafico che pone a confronto i costi e i consumi dei diversi impianti termici disponibili sul mercato.
 

Consigli per ridurre i costi di riscaldamento

  • abbassando la temperatura nell'abitazione di 1°C si può risparmiare circa il 6% di energia;
  • arieggiando correttamente le stanze (ventilazione d'urto e correnti d'aria) si evitano inutili dispersioni di calore;
  • non coprire mai i termosifoni con tende o rivestimenti. Ciò impedisce una distribuzione ottimale del calore nell'ambiente;
  • sfiatare regolarmente i termosifoni per ottimizzarne la resa;
  • gli interventi periodici di manutenzione e pulizia dell'impianto termico aiutano a evitare sgraditi aumenti dei consumi energetici. 1 mm di fuliggine determina un aumento del consumo energetico fino al 4 %;
  • i tubi dell'impianto di riscaldamento dovrebbero assolutamente essere coibentati;
  • sostituire porte e finestre usurate o a scarsa tenuta; come soluzione temporanea si possono eventualmente applicare nuove guarnizioni ai serramenti in uso;
  • installare collettori solari per la produzione di acqua calda;
  • coibentare adeguatamente l'edificio (pareti esterne, tetto, solaio della cantina non riscaldata ecc.). Questo intervento è particolarmente efficace qualora si vogliano abbassare drasticamente i costi di riscaldamento.

 

Ulteriori informazioni:

www.centroconsumatori.it
www.baufuchs.it
www.fuocoelegna.it

Situazione al
05/2018

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