Gravi irregolarità nella vendita delle azioni della Cassa di Risparmio di Bolzano

Il CTCU scrive ai vertici della Banca, per avere chiarezza per i numerosi investitori danneggiati


In una lettera indirizzata di recente ai vertici ed agli organi societari della Cassa di Risparmio, il Centro Tutela Consumatori Utenti ha sollevato il problema di una serie di irregolarità riscontrate nella verifica di documentazione relativa alla vendita di azioni proprie, in occasione degli ultimi due aumenti di capitale (2008 e 2012).

Secondo quanto rilevato dal CTCU, dal 2008 la Cassa di Risparmio ha esteso il servizio di consulenza finanziaria alla propria clientela “retail”. In base alle regole previste per tale tipo di contratti di investimento, nella vendita di propri titoli alla propria clientela privata, l'Istituto avrebbe dovuto valutare la cd. “adeguatezza” dell'operazione consigliata. “Adeguato”, in questo contesto, significa che il grado di rischio insito nel titolo proposto o offerto (basso, medio, medio-alto, ecc...) deve essere conforme al grado di propensione al rischio dell'investitore (basso, medio-basso, alto etc.). Se così non è, all’investitore viene consigliato di “evitare” l’investimento. E proprio questa raccomandazione risulta essere stata espressa a molti clienti della Cassa in relazione all’acquisto di azioni proprie della stessa banca. Ma poco dopo aver espresso tale raccomandazione, risulta che le azioni venivano vendute ugualmente ai clienti privati, attraverso il cd. regime di “execution only” (tradotto: di sola esecuzione dell'ordine). Ciò significa, che la banca ritieneva di aver “solo eseguito” un esplicito ordine impartito dal cliente. Gran parte degli azionisti della Banca che si sono rivolti nell'ultimo anno agli sportelli del CTCU hanno dichiarato di non essere stati assolutamente a conoscenza di questo modus operandi dell'Istituto. Secondo il CTCU, questo comportamento viòla apertamente quanto disposto dal Regolamento Consob n. 16190/2007 che attua disposizioni del Testo Unico della Finanza. Moltissimi azionisti della Cassa sono adirati con la Banca, visto che stanno perdendo finanche il 70% del capitale così investito. A giudizio del CTCU questa non è certo una buona applicazione del principio della “tutela del risparmio” che troviamo esposto nell’art. 47 della Costituzione!

In secondo luogo, a numerosi clienti, in concomitanza con la vendita delle azioni, è stata fatta una una nuova profilatura del rischio, differente da quella precedente. Un profilo di rischio deve però essere attribuito per effettuare operazioni adeguate o appropriate, e non per adattarlo al grado di rischio di un prodotto finanziario che la banca vuole vendere o collocare.

Un tale modus operandi potrebbe essere tollerato solo qualora si trattasse di casi isolati: dall'analisi delle centinaia di pratiche fino ora svolta è invece emerso che tale comportamento è stato utilizzato in maniera ampia e diffusa dalla Cassa, forse proprio perché, in tal modo, diventava possibile vendere comunque le azioni di propria emissione.

Un terzo punto riguarda l'aumento di capitale del 2012: nel relativo prospetto informativo era stato indicato un livello di rating pari a “BA1”, ma non si specificava che tale livello era il risultato del downgrade (valutazione negativa) di Moody’s per la raccolta a medio e lungo termine della Cassa di Risparmio di Bolzano, espresso nella prima metà del 2012. In altre parole, in pochi mesi il rating dell'Istituto è passato da livello “BAA2” (qualità media) a livello “BA1” (livello speculativo), di due gradini inferiori al precedente. Tali essenziali informazioni sul trend oggettivamente negativo della Cassa non furono fornite al mercato e dunque nemmeno alla clientela. Altresì, nel prospetto non era stata riportata la situazione assai critica in cui versava la controllata RAETIA SGR, che aveva avuto pesanti ripercussioni sui conti della Cassa già nell’esercizio 2012.

Dai vertici della Cassa di Risparmio il CTCU si attendono ora risposte chiare ed esaustive alle criticità evidenziate nella lettera e alle irregolarità riscontrate. In mancanza di un riscontro positivo alle richieste formulate, il CTCU valuterà di tutelare i diritti degli azionisti nelle sedi più opportune.

 

Comunicato stampa
Bolzano, 21/11/2016